COME EVITARE CHE LA TUA NEWSLETTER
FINISCA NELLO SPAM

Le tue email di marketing non raggiungono la casella di posta dei tuoi clienti? Hai paura che le tue email finiranno in spam dopo le novità introdotte da Gmail e Yahoo? Se hai risposto sì a queste domande, non preoccuparti, sei sull’articolo giusto. In questo articolo, infatti, troverai molti consigli e le buone pratiche per continuare a fare email marketing senza finire in spam.

In più, quando gestisci un’impresa, l’ultima cosa che vuoi fare è allontanare i potenziali clienti presentandoti come uno spammer di email. L’email marketing può essere difficile, ma fare il possibile per evitare di finire nelle cartelle spam dei destinatari è un buon inizio. Finché le tue email arrivano nelle caselle di posta delle persone, hai la possibilità di convertire gli indirizzi email in vendite. Se vuoi evitare di diventare uno spammer di email, devi comprendere le basi dei filtri anti-spam, dei firewall email e di altri potenziali fattori scatenanti dello spam. Ci sono delle regole che devi rispettare come titolare di una impresa e il mancato rispetto di queste regole può rendere difficile massimizzare la tua campagna di email marketing.

Oltretutto, è bene sapere che ogni filtro anti-spam funziona in modo leggermente diverso, e i punteggi di “superamento” delle barriere anti-spam sono in genere determinati dai singoli amministratori del server. Ciò significa che un’email potrebbe superare il filtro anti-spam A senza problemi, e venire segnalata dal filtro anti-spam B.

Inoltre, se invii mail a contatti senza consenso provenienti da liste, magari acquistate in rete, non solo commetti una violazione della privacy ma è altamente provabile che mail inviate siano considerate spam. Normative come il regolamento generale sulla protezione dei dati dell’UE (GDPR), la legislazione antispam canadese (CASL) e il California Consumer Privacy Act (CCPA) sono diventate più severe riguardo al modo in cui gli operatori di web marketing devono gestire le informazioni personali dei clienti. Non solo da punto di vista della loro custodia.

Se stai partendo adesso con l’email marketing, sappi che esistono moltissimi metodi per creare in maniera lecita e valida nuovi elenchi di posta elettronica. Se invece non sei sicuro che sia lecito contattare alcune delle persone già presenti nel tuo database, valuta la possibilità di avviare una campagna di riconferma. Inviando un’email che chiederà esplicitamente al tuo pubblico se desidera rimanere nella tua lista, puoi accertarti che solo coloro che sono ancora interessati alla tua offerta rimarranno.

Nelle campagne di email marketing è fondamentale essere trasparenti. Quando compilano il modulo di registrazione, gli utenti dovrebbero essere pienamente consapevoli del tipo di comunicazione che riceveranno in futuro. Non è lecito pubblicizzare un servizio e inviare poi email dedicate ad altro. Oppure, raccogliere email per annunciare i vincitori di un concorso a premi e poi utilizzare il database per comunicazioni di marketing.

Un buon modo per gestire la tua campagna è essere chiari su ciò che parlerai e mantenere tale promessa. Se fai queste buone pratiche vedrai che i tassi di annullamento dell’iscrizione e di reclamo diminuiranno. E la tua reputazione come azienda migliorerà.

Spesso, quando si muovono i primi passi in queste campagne, si fa leva su domini di posta gratuiti come Gmail o Outlook per inviare le proprie newsletter. Sebbene non sia illegale, non consigliamo questo approccio. Molti fornitori di caselle di posta rifiutano per default mail provenienti da domini freemail come Yahoo!, AOL, Gmail o Mail.ru. Gli ISP preferiscono ricevere messaggi provenienti da domini che sono stati registrati da un singolo mittente, che possono rintracciare e di cui possono valutare la reputazione. Quindi utilizza sempre domini personalizzati.

A questo proposito esistono servizi, anche gratuiti che ti consentono di verificare la reputazione del tuo domino come:
Barracuda Central (https://www.barracudacentral.org/...) oppure
Trellix (https://www.trustedsource.org/en/...).

Uno dei motivi principali per cui gli iscritti a una newsletter segnalano le email come spam è che non riescono a disiscriversi in modo semplice e rapido. Ricordiamo che tra le novità di Gmail e Yahoo! Introdotte da poco c’è proprio l’obbligo a rendere semplice la disiscrizione. Se qualcuno non vuole ricevere più comunicazioni di marketing da un particolare mittente, l’ultima cosa che vuole fare è dedicare ancor più tempo alla ricerca di un modo per annullare l’iscrizione.

E’ buona pratica segmentare il pubblico che riceverà la tua mail. Invece di inviare email a tutti coloro che sono presenti nel tuo elenco, scegli i segmenti di clienti che hanno maggiori probabilità di essere interessati alla tua offerta. Scegliendo un approccio più mirato probabilmente vedrai tassi di conversione più elevati e non dovrai più preoccuparti di finire in spam.

In alcuni casi, le tue email possono finire nella cartella spam a causa del contenuto dell’email o dell’oggetto. Ci sono alcune frasi che possono attivare i filtri anti-spam, che in genere sono i tipi di frasi utilizzate dagli spammer di email. Termini come “gratis”, “soldi” o “sesso” spesso attivano questi filtri come anche iniziare la frase dell'oggetto con “Re:” o “Fwd:”.

E infine ricorda, le email che ricevono segnali di interazione elevata, come aperture e clic, hanno maggiori probabilità di essere considerate legittime e recapitate nella casella di posta. Al contrario, bassi tassi di interazione possono indicare che un’email è indesiderata o irrilevante, aumentando la sua probabilità di essere contrassegnata come spam.

Se hai trovato queste considerazioni condivisibili non esitare a contattarmi.